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Orologi e Gioielli, gli uni la conseguenza degli altri, un binomio perfetto che si concretizza attraverso molteplici varianti, testimoni degli splendori e delle esigenze del passato, oggi veri e propri status symbol, che vanno ben oltre la loro funzione di segnatempo e di ornamento. Tecniche di costruzione, sempre più sofisticate, fanno della micromeccanica applicata agli orologi, un segmento in continua evoluzione, capace di realizzare veri e propri capolavori; il "Quadruplo Tourbillon" di Greubel Forsey, ne è un esempio: i suoi quattro tourbillon, che agiscono in maniera asincrona ed indipendente, ne fanno un oggetto di alta precisione. Il differenziale sferico agisce come quello di una macchina che, come è noto, ha la funzione di distribuire coppia tra due ruote, per una corretta rotazione a diversa velocità. La cassa in platino o in oro rosso ed i rispettivi quadranti in oro-argento e oro nero, oltre alla platina in alpacca rifinita a grenage e alle accurate operazioni di anglage (lo smusso lucido degli spigoli), collocano questa ottava meraviglia della Casa di La Chaux-de-Fonds, ai vertici della categoria orologi e gioielli.

Dopo questo cenno sull’ultima creazione di Robert Greubel e Stephen Forsey, una prima considerazione: sicuramente l’universo femminile offre alle grandi Maison, maggiori occasioni di sviluppo e di produzione di orologi; una donna difficilmente si accontenta di un prodotto che, allo stesso tempo, non sia tecnologico e di alta moda e che, contemporaneamente, non sia funzionale e grazioso. Svizzeri, tedeschi ed italiani, per citare solo alcuni dei popoli, che maggiormente si dedicano all’arte orologiera, hanno molteplici opportunità per creare oggetti che vadano incontro a queste esigenze. Le signore, lo ripeto, non vogliono altro: amano il bello, desiderano il lusso, impazziscono per le pietre preziose, come gli uomini sono affascinate dall’high tech ed i guru del marketing non aspettano che questo; sanno di poter contare su di loro per poter generare degli ottimi profitti. Del resto, nessuno storcerebbe il naso, ammirando uno degli orologi più seducenti di Riccardo Zannetti , il “Frog”, tempestato di gemme preziose al polso di una donna, ma resterebbe alquanto perplesso, nel vedere un pur meraviglioso Patek Philippe “Nautilus”, referenza 5719/1G, con i suoi 1808 diamanti distribuiti tra quadrante, cassa e cinturino, al polso virile di un uomo. Questa linea di Patek, controcorrente rispetto al concetto che l’accoppiata orologi e gioielli, vuole come fruitore il gentil sesso, offre tanti altri modelli che mostrano con disinvoltura, preziosità di ogni tipo: il 5713/1G con 48 diamanti incastonati sulla lunetta, il 5722G con 32 diamanti taglio baguette, sempre montati sulla lunetta e così via. Che dire: belli son belli, ma se un diamantino, come vezzo, in un orologio da uomo ci può anche stare, sono dell’avviso che una cascata di “adamas adamantos”, trovi più opportuna collocazione in un segnatempo femminile.

A toglierci da ogni “imbarazzo”, ci pensa l’americana Concorde, che con i suoi orologi unisex C1, propone una linea per certi aspetti “aggressiva”, ma con caratteristiche altrettanto “morbide”, tra l’altro, mostrate da Angelina Jolie sulla copertina di Vanity Fair del numero di agosto 2010; fa eccezione il “C1 Eternal Gravity Tourbillon Jewelry”, calibro C100, un “orologio provocatorio”, che enfatizza con 227 diamanti taglio baguette, le sue curve formose e che esclude, evidentemente, un utilizzo maschile. Ma si sa, la femme fatale non è mai paga e vuole e, sempre più spesso, ottiene di più, anche in termini di esclusività. Ad accontentarla ci pensa Graham, che con il suo “Swordfish Ali Baba”, ispirato proprio alla famosa favola “Ali babà e i Quaranta Ladroni”, propone un orologio in edizione limitata a soli 40 esemplari che, come uno scrigno, offre alla vista pietre scintillanti e multicolori. Ed ecco che diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri, di diverso taglio e dimensioni, sono incastonati ovunque: sulla lunetta, sulle quattro anse e sui due pulsanti laterali. Ancora, altre gemme sono poste sul quadrante in madreperla bianco, sia all’interno dei due cristalli bombati che sovrastano i contatori delle ore e dei minuti, sia sulle cifre arabe al 6 e al 12 e sugli indici ad ore 1, al 5, al 7 e ad ore 11. Tutta questa preziosità, ha anche un cuore meccanico di pregevole fattura: il calibro G1710 è un movimento a carica automatica, con funzioni di cronografo e di piccoli secondi al centro. Sia il C100 della Concorde che questo Swordfish di Graham, oltre a far semplice “numero” tra gli orologi e gioielli, rispondono a quei canoni di stile definiti da Geneviève Antoine Dariaux (direttrice della prestigiosa casa di moda Nina Ricci) nella sua famosa Guida all’Eleganza del 1964, riedita da pochi anni; l’autrice, partendo dall’assunto che “belli si nasce, ma eleganti si diventa”, offre una serie di consigli a chi vuole strutturare al meglio il proprio modo di apparire e li conforma ad una sua idea di base che, in sintesi, esprime con questa frase: “l'eleganza è una forma di armonia non dissimile dalla bellezza, ma se quest'ultima è assai più spesso un dono di natura, la prima è opera dell'arte”.

Diversamente da Case come Rolex o come le stesse Concorde e Graham appena citate, Chanel orienta le sue creazioni di orologi femminili più sulle caratteristiche preziose dei gioielli che sugli aspetti meccanici; interpretando, quindi, i desideri delle signore e facendone una vera e propria filosofia aziendale, la casa parigina utilizza i movimenti al quarzo preferendoli a quelli tradizionali, per la loro maggiore precisione e perché non necessitano di essere caricati ogni giorno. Guarda alle donne, come amanti dello stile e dell’eleganza, che non si lasciano attrarre da un meccanismo complicato, più richiesto dalla clientela maschile; anche se, come nel caso del suo “J12 Haute Joaillerie”, parte proprio da un modello per uomini, intervenendo sulle proporzioni e, quindi, riducendone le misure. Questo eccezionale segnatempo da collocare, in ogni caso, nel comparto orologi e gioielli, è proposto in edizione limitata (soli 36 esemplari) con una scena fatta di pietre e metalli preziosi: diamanti, oro bianco e ceramica nera, a richiamare quei contrasti di colori che, ancor oggi, identificano i codici estetici di Coco Chanel; la stessa Mademoiselle Coco che, all’apice del suo successo, affermava: “se ho scelto il diamante è perché rappresenta il valore più grande nel più piccolo volume”, aggiungendo subito dopo, come amava fare, un paradosso: “non importa che i diamanti siano veri purché sembrino falsi”.

La notorietà di un oggetto è anche legato alla sua forza di attrarre, come estimatori, personaggi famosi e dalla misura in cui i gusti di questi ultimi, sono presi a modello per un acquisto. Pare che Liz Taylor, quando si trovava a Roma sul set di “Cleopatra”, non conoscesse altra parola italiana che “Bulgari”; più che sufficiente per acquistare dal famoso gioielliere della Città Eterna, un orologio a forma di serpente in oro giallo, diamanti e smeraldi, da cui non si separò mai. E, volendo rimanere nel secolo scorso, come non ricordare il famoso orologio Jaeger-LeCoutlre, Calibro 101, con i suoi diamanti quadrati taglio baguette, esibito da Elisabetta II nel giorno della sua incoronazione a regina del Regno Unito. Forse “sponsor” così, oggi sarebbero ambiti da chiunque, anche se diverse grandi Maison, dichiarano di non omaggiare con le loro creazioni nessun “Vip” e se questi stessi personaggi, ne fanno sfoggio in eventi mondani, affermano di non sapere, addirittura, dove li abbiano acquistati. Certo qualche perplessità resta, ma ritengo che queste operazioni di marketing siano, effettivamente, ridotte al minimo: i costi di produzione di un prezioso segnatempo, hanno raggiunto livelli considerevoli e consigliano, quindi, prudenza e moderazione nella spesa. Tanto che se guardiamo agli investimenti (o costi d’esercizio, a voler essere più realisti) nella “réclame”, notiamo un sensibile risparmio, che un po’ tutti gli operatori del settore, stanno attuando. D’altro canto, i potenziali acquirenti di orologi e gioielli, se da un lato sono ancora disposti a pagare diverse decine di migliaia (a volte centinaia di migliaia) di euro per l’oggetto del desiderio, dall’altro lato, chiedono, continuamente, novità, qualità ed esclusività; una platea, quindi, esigente e qualificata che non ammette tentennamenti e che, pur tuttavia, resta sensibile alla voglia di identificarsi in un personaggio noto, attraverso una misura del tempo che sia, allo stesso tempo, utile e pieno di glamour. Esigenze diverse, interessi convergenti, che nei prossimi anni, troveranno un’altra variabile da tenere ben presente: il canale di vendita on line, di cui ho già trattato con un altro mio intervento e che è possibile visionare, cliccando qui.

Salvatore De Pascale